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Kwong Sang Tea Co Ltd produce tè, e scatoline di latta bellissime come questa, ad Hong Kong.Ogni lato del parallelepipedo è occupato da un comandante militare con una lancia o una sciabola diversa che attorniano il re della seconda dinastia imperiale cinese, Han Dynasty 206 BC – 220 AD: King Liu Pei.  I 6 protagonisti disegnati sulla confezione di black tea sono: General Ma Chiu, General Huang Chung, King Liu Pei, General Kwan Yu, General Cheung Fei, General Chiu Ken.

Per me il the non è la ritualità pomeridiana inglese, non è il bon-ton parigino, non è l’hygge danese. Ma è molto di più una geisha che serve da una teiera di ghisa. È fumo che appanna vetri, si sposa con il peccato, è orientale, essiccato in terre piene di misteri, scandali imperiali e andrebbe sempre bevuto da una tazza di ceramica Ming «blu e bianca» [le virgolette sono giuste, si dice così in gergo di porcellane], e -se fosse tessuto- sarebbe seta.

Quei granuli vanno a colorare di giallo, rosso, marrone, verde o nero come una tempera -marmorizzando l’acqua- e poi diluendosi. Mi fa immaginare una baia della costa cinese piena di nebbia, incorporea, lattea. Dietro alla sfocatura, alcune macchie di colore umide.

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Il thè è ricerca di sollievo, riscalda gli ingranaggi della mente quando fatica a pensare, riscalda le mucose quando il freddo attanaglia il corpo. 

A Napoli se vuoi un the caldo, ti chiedono se non stai bene. E questo perché non si concepisce una bevanda calda allungata, caldo può essere solo l’espresso. Però in un certo senso è vero, il the è qualcosa che aiuta a trovare l’equilibrio quando manca, che sia la temperatura corporea che sia l’ordine dei pensieri. Per me è girare una città d’inverno e uno starbucks che scalda i guanti. Per ogni folata gelida, un sorso. È, come nelle più banali fotografie di banche immagini, fermarsi per stanchezza dentro un caffè con la vetrina per guardare la gente che cammina sul marciapiede. Perché tutti in fondo siamo affascinati dal vivere nella realtà una scena da stock.

Il thè è ricerca di sollievo, riscalda gli ingranaggi della mente quando fatica a pensare, riscalda le mucose quando il freddo attanaglia il corpo.

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